Ashleigh Barty ha riportato il piatto di Wimbledon in Australia 41 anni dopo Evonne Goolagong. Ha battuto in tre set Karolina Pliskova e ha rivelato in conferenza stampa che il team le ha tenuto nascosta l’entità del suo infortunio all’anca che, subito a Parigi, secondo gli specialisti avrebbe avuto bisogno di 2 mesi per riprendersi. Barty aveva rinunciato a giocare per tutto il 2020 in uscita dal lockdown perché non voleva lasciare l’Australia. Ora che s’è rimessa in cammino, da marzo, sa che non tornerà a casa fino a dopo gli US Open. La prospettiva la spaventava. In primavera disse: se non ce la faccio, mollo tutto e torno, lei che ha conosciuto in passato il peso dello stress e della depressione. Per due aveva lasciato il tennis e si era dedicata al cricket. Quando s’è riavvicinata al circuito era la numero 623.

Le conseguenze di questo Wimbledon sulla classifica, da domani manderanno Simona Halep dal numero 3 al numero 9 come succedeva ai 45 giri del Guardiano del Faro la prima settimana di settembre. Serena Williams cala dal numero 8 al 16: secondo il coach Patrick Mouratoglou, a New York avrà le stesse chance che a Wimbledon. Ma non sa dire se questa è stata l’ultima volta a Londra. Chi sale: Sofia Kenin al quarto posto, Bianca Andreescu al quinto, Karolína Plišková torna fra le prime dieci (numero 7) così come Garbiñe Muguruza.