Dopo Matteo Berrettini, anche Stefanos Tsitsipas ha lasciato le ATP Finals per infortunio. Gli è subentrato il britannico Cameron Norrie, battuto da Ruud al terzo set, mentre Djokovic ha sconfitto Rublev in due, qualificandosi per la semifinale. E oggi Jannik Sinner si gioca il passaggio del turno contro Daniil Medvedev, ma dovrà prima sperare che Hurcacz, o forse il numero 17 Aslan Karatsev da terza riserva, batta Zverev.

Stefano Semeraro dedica al tennis futurista di Sinner un pezzo molto articolato su La Stampa, spiegando che L’impostazione trasmessa dal coach Riccardo Piatti prevede che sia la racchetta a muoversi prima ancora del corpo, con la testa dell’attrezzo ben alto in partenza per poter sviluppare più velocità «cadendo» durante l’esecuzione. Inoltre Sinner colpisce sempre muovendosi verso la palla. È in possesso di due colpi da fondo molto solidi, in particolare il rovescio, che gioca in maniera molto naturale e che al momento è il più pesante del circuito. A determinarlo sono due componenti, effetto e velocità, e Jannik non solo con il rovescio imprime alla pallina più rotazioni al minuto di tutti (1858, contro ad esempio i 1252 di Nadal e i 1148 di Djokovic) ma è anche il quinto per velocità media: 111,2 km/h (il record è di Basilashvili 114,4, Nadal 112,4). Una miscela che lo rende oggi il colpitore più devastante del circuito. Sul servizio ha lavorato molto, passando in estate dalla posizione foot up (piedi che partono lontani e si uniscono) alla foot back (piedi che restano uniti), un movimento più semplice e compatto che lo ha aiutato a migliorare il rendimento alla battuta. Può ancora migliorare nel gioco a rete e nell’uso del rovescio tagliato (in back). […] Mentalmente, Sinner è in grado di entrare in campo partendo subito al massimo grazie ad un “protocollo” in cui sembra assente mentre in realtà sta svuotando la mente per prepararsi all’impegno, aiutato anche dal suo passato da sciatore – sport praticato fin da bambino e abbandonato solo quando il tennis è diventato professione – che gli imponeva di giocarsi tutto fin dal cancelletto.

Paolo Rossi parla su Repubblica dei punti deboli di Sinner: I piedi, particolarmente delicati e soggetti a vesciche, con rischio di piaghe, e le caviglie, protette contro le distorsioni con bendaggi e cavigliere. Infine: la crescita fisica è forse giunta al limite ma le anche e la zona lombare sono tenute sotto controllo da Claudio Zimaglia e Dalibor Sirola: la colonna vertebrale deve sempre restare in asse. Lo abbiamo visto arrestarsi, quasi bloccato, di fronte alle moine di un Tiafoe che sembrava rinverdire le scenette di tennisti di altre epoche, come Nastase o Connors (per non dire McEnroe): la lezione di Vienna, aver perso perché l’avversario l’ha buttata in caciara giocando con il pubblico, è stata presto imparata. 

Paolo Bertolucci per la Gazzetta dello Sport scrive che Sinner fa ancora fatica a gestire il back di rovescio quando stacca la mano dalla presa bimane e le soluzioni volanti non sono sempre precise ed efficaci, però i tentativi messi in atto per superare queste difficoltà tecniche vanno apprezzati e testimoniano una volontà di curare ogni dettaglio che consenta di trasformarlo in un giocatore ancora migliore. Come diceva Eduardo, gli esami non finiscono mai e la partita di oggi contro Medvedev, anche se non dovesse più valere per la qualificazione alle semifinali, rappresenterà un test probante per le ambizioni e la crescita di Sinner. Il russo è un avversario da far tremare i polsi, e scardinarne le certezze e la consapevolezza maturata dopo il successo agli US Open risulterà impresa ardua, perché i cambi di spartito in corso d’opera potrebbero non essere sufficienti per regalarsi chance concrete contro il numero due del mondo.